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Fontana Presidente - Al lavoro! Più Lombardia.

LOMBARDIA - Più territorio. La nostra terra da tutelare

La Lombardia è un territorio di incomparabile bellezza, ma anche molto fragile. Il suolo regionale va costantemente difeso e curato. Continueremo quindi a finanziare gli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, tramite manutenzioni e messa in sicurezza di versanti e corsi d'acqua su tutto il territorio regionale.

 

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una riduzione complessiva dei finanziamenti statali per la difesa del suolo e della mitigazione dei rischi idraulici e idrogeologici: gran parte di quanto stanziato a livello nazionale, infatti, è stato ripartito con il criterio 80% alle regioni del sud e 20% alle regioni del centro-nord. In Lombardia basti ricordare gli eventi calamitosi del luglio e del novembre 2014 che hanno generato le esondazioni del torrente Seveso nella città di Milano e nell’area della Brianza. È necessario quindi che in futuro il Governo programmi le risorse adeguate a un territorio fragile e diversificato come quello lombardo, riequilibrando una situazione che, in questo momento, appare decisamente sbilanciata.        

 

Per i prossimi 5 anni, vogliamo programmare le opportune risorse per tutelare molti territori fragili presenti in regione.

Le nuove leggi regionali in materia di difesa del suolo, di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e per la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato costituiscono due provvedimenti normativi unici nel panorama italiano e che ora dobbiamo concretizzare con specifici provvedimenti attuativi. Sicuramente un nuovo provvedimento attuativo riguarderà l’individuazione puntuale degli ambiti fluviali per la ridefinizione delle aree del demanio idrico al fine di migliorarne la gestione demaniale mettendo in sicurezza edifici e residenti attraverso azioni di “polizia idraulica”.

 

Provvederemo allo sviluppo della pianificazione di sottobacino, al raccordo con i Piani esistenti (PAI e PGRA) e all’incremento dei piani di manutenzione dei corsi d’acqua.Inoltre sarà necessario coordinare la pianificazione di bacino/sottobacino e la programmazione degli interventi di difesa del suolo. Infine, aggiorneremo i criteri geologici, idrogeologici e sismici di supporto alla pianificazione territoriale e urbanistica per la prevenzione del rischio.

 

Per tutti questi obiettivi saranno imprescindibili una serie di sinergie con gli Enti del sistema regionale (i Consorzi di Bonifica lombardi, ERSAF, Infrastrutture Lombarde e AIPO), gli Ordini professionali (ingegneri, geologi, agronomi-forestali, geometri, architetti, ecc.). Inoltre si dovrà perseguire il coordinamento con tutti gli amministratori, (Sindaci e Presidenti di Provincia, Comunità Montane e Presidenti delle Associazioni di Categoria) che hanno permesso e garantito un controllo efficace sull’uso delle risorse stanziate per la buona riuscita degli interventi programmati.

 

Un occhio di riguardo andrà rivolto al completamento dei lavori per le paratie del lago di Como, ovvero le opere di difesa della città dalle esondazioni del lago, nel rispetto delle esigenze di percorribilità e accessibilità del lungolago.

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RIAPRIRE I NAVIGLI

L’acqua è un elemento identitario del territorio lombardo e ne permea ogni luogo: laghi, fiumi, torrenti, canali sono parte caratterizzante del paesaggio. Il sistema delle acque in Lombardia annovera cinque laghi maggiori e diciotto laghi minori, il fiume Po e i suoi quattro importanti affluenti e canali correlati, nonché il sistema dei Navigli.

In particolare, vogliamo raccogliere la sfida della completa riapertura e navigabilità dei Navigli, un’opera certamente ambiziosa sia per l’impegno finanziario che per il numero di soggetti coinvolti, ma che permetterà di realizzare pienamente il collegamento idroviario tra Locarno- Milano – Venezia.

 

RIDURRE IL CONSUMO DI SUOLO

L’obiettivo di ridurre il consumo di suolo si concretizza nell'orientare le attività di trasformazione urbanistico-edilizie non più verso le aree libere ma su quelle già urbanizzate, degradate o dismesse, da riqualificare o rigenerare.

Il recupero e il rinnovamento edilizio rappresentano oggi un orizzonte imprescindibile per il settore delle costruzioni e una priorità per le politiche regionali, in continuità con l’azione avviata dalla Legge regionale sul consumo di suolo. Uno sviluppo urbano ben progettato e pianificato, infatti, può garantire una crescita controllata e un miglioramento della qualità ambientale.

 

Le aziende e i cittadini devono poter trovare più conveniente investire negli ambienti già urbanizzati: occorre pertanto puntare su una radicale semplificazione e facilitazione delle procedure e anche sulla riduzione dei costi per la riqualificazione, la ristrutturazione e per la bonifica delle aree (es. sconti su oneri di urbanizzazione).

 

RECUPERARE LE EX CAVE

Migliorare la gestione delle acque in Lombardia, sia per l'irrigazione dei terreni nei periodi di maggiore siccità sia per la difesa dalle esondazioni, è un punto importante del nostro programma. Per questo continueremo a impegnarci nella valorizzazione e nel recupero di un patrimonio poco conosciuto: le tremila cave dismesse presenti sul territorio lombardo. Gli spazi delle ex cave, infatti, sono molto versatili: possono fungere da serbatoi di acqua, vasche di laminazione oltre che ridare qualità a paesaggi spesso degradati. Fondamentale sarà reperire le risorse, anche governative, per dare nuova vita a questo patrimonio.

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CON L’AUTONOMIA

In materia di governo del territorio, vogliamo che la Regione abbia maggiore autonomia in riferimento ai profili sostanziali, procedurali ed economici degli interventi edilizi per meglio venire incontro - così come ci chiedono i professionisti, le imprese, i privati, le amministrazioni - alle esigenze di semplificazione delle iniziative in ambito edilizio.

 

Chiederemo la regionalizzazione delle risorse per l’attivazione di programmi di difesa del suolo e di mitigazione dei rischi idrogeologici, al fine di soddisfare in modo adeguato le necessità di intervento sui dissesti idraulici e idrogeologici del territorio lombardo.

 

GOVERNARE LA MONTAGNA

Per assicurare un adeguato soddisfacimento delle esigenze di chi abita e opera in montagna, è necessario potenziare, razionalizzare e semplificare gli organi e gli strumenti di governo. In particolare:

  • Estendere il Comitato Paritetico per la Specificità della Provincia di Sondrio a tutti i territori montani, sì da garantire un effettivo confronto nella fase ascendente di formazione delle leggi;
  • Definire modalità e criteri per l’individuazione degli indici premiali per le comunità montane come previsti dalla L.R. 19/2015;
  • Riprendere il confronto con il Governo per la governance dei territori montani, mortificata dalla Legge Delrio con l’obiettivo di estendere le forme di specialità e di autonomia già riconosciute alla Provincia di Sondrio a tutti i Comuni montani Lombardi.

 

SVILUPPARE LA MONTAGNA

La montagna è un’opportunità e una ricchezza da promuovere ricorrendo a processi di partecipazione condivisa per l’individuazione delle misure più adeguate di valorizzazione e assegnazione delle risorse, non meramente ispirate a logiche di sovvenzione.

 

In particolare:

  • Sviluppo degli strumenti del Fondo Comuni Confinanti, progetto Aree Interne e Fondo Valli Prealpine;
  • Sostegno al percorso Montagna Futuro, quale strumento di partecipazione attiva del territorio;
  • Concludere il percorso di negoziazione con il Governo in materia di concessioni idroelettriche, privilegiando i ritorni economici su territori montani;
  • Attuare modalità innovative di utilizzo dei fondi forestali per la messa a sistema della filiera del legno, della coltivazione del bosco sino alla lavorazione industriale ed edilizia;
  • Proseguire le iniziative intraprese nell’ambito della Macroregione Alpina EUSALP valorizzando il ruolo progettuale di Regione Lombardia, anche per intercettare ulteriori risorse nella nuova programmazione comunitaria;
  • Investire sulla digitalizzazione dei servizi per assicurarne la fruizione in mobilità.

 

Concreto sarà inoltre il sostegno ai giovani imprenditori di montagna e a chi intende intraprendere una nuova attività produttiva in montagna attraverso forme di incentivazione e l’attivazione di sportelli regionali di accompagnamento dedicati. La prima forma di attenzione alla montagna è infatti la difesa delle persone che vi abitano e lavorano.

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VALORIZZARE LA MONTAGNA

La montagna deve essere riconosciuta e valorizzata in chiave turistica e culturale. A questo scopo è utile:

  • Proseguire nel percorso di valorizzazione in chiave turistica (e sostenibile) intrapreso con l’Anno del Turismo;
  • Istituire il 2018 come anno della Montagna (a partire dal 29 maggio 2018) prevedendo iniziative, convegni e manifestazioni che accrescono la conoscibilità delle montagne lombarde;
  • Continuare nel programma di investimenti per l’ammodernamento degli impianti di risalita e promuoverne la realizzazione in linea con le richieste del territorio e la tutela del paesaggio;
  • Valorizzare i rifugi lombardi come luoghi unici in cui assaporare appieno la straordinaria unicità della montagna e le professionalità della montagna (guide alpine, maestre di sci, rifugisti, agricoltori di montagna)
  • Attuare la legge regionale sugli impianti di risalita (l.r.40/2017) attraverso la promozione dei patti territoriali ed il supporto agli investimenti
  • Tutelare e valorizzare i negozi di montagna quali presidi sociali del territorio

 

TUTELARE LA MONTAGNA

La montagna è tuttavia un ambiente fragile da tutelare e preservare. Tutte le iniziative e i progetti che coinvolgono la montagna devono guardare, innanzitutto, al rispetto del paesaggio, dell’ambiente e delle specificità del luogo. A tale proposito, sarà istituito un Assessorato alla Montagna con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento per il territorio e coordinare le politiche regionali nei diversi ambiti.

 

Le montagne della Lombardia interessano circa il 45% del territorio regionale, sebbene solo 1,2 milioni di cittadini le abitino. La montagna, riconosciuta nella sua specificità e adeguatamente valorizzata, deve poter rappresentare un luogo in cui poter vivere, lavorare e spostarsi senza ostacoli e in ogni momento dell’anno. Ciò presuppone il rafforzamento di particolari forme di autonomia in capo a chi amministra questi territori.

 

 

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