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Fontana Presidente - Al lavoro! Più Lombardia.

LOMBARDIA - Più laboriosa, più futuro per i nostri figli

PIÙ OCCUPAZIONE E DI QUALITÀ

Intendiamo potenziare i percorsi di formazione continua e riqualificazione professionale, per garantire ai lavoratori di rimanere competitivi nel mercato del lavoro.

 

Intendiamo proseguire lungo la strada dei contributi alla persona (dote, voucher, borse, etc.) finalizzati ad attività a sostegno dell’occupabilità e di riduzione degli oneri fiscali nella forma degli incentivi all’occupazione o di contributi per l’attivazione di contratti di apprendistato formativo (contributo per il tutor, per le spese di formazione del personale addetto all’attività di tutoraggio, ecc.).

 

Per noi la famiglia e il lavoro femminile sono dei valori non alternativi: adotteremo nuovi incentivi all’occupazione e all’imprenditorialità femminile, integrando politiche sociali e per la famiglia con le politiche per il lavoro, e progetteremo politiche di integrazione dei redditi dei lavoratori attraverso forme innovative di welfare aziendale, come leve per una reale attuazione della conciliazione tra vita e lavoro.

 

Un richiamo, inoltre, alla previdenza complementare e integrativa, materia ricompresa nell’elenco dei temi per i quali la regione Lombardia chiede maggiore autonomia: tra i nostri obiettivi, la creazione di un fondo pensioni integrativo e complementare per la generalità dei lavoratori.

 

Promuoveremo forme di “lavoro agile”. È necessario ripensare al rapporto tra luogo e orario di lavoro, introducendo forme di lavoro agile che garantiscano una corretta relazione vita-lavoro, importante soprattutto per le nuove generazioni.

 

Nei prossimi 5 anni intendiamo promuovere interventi volti a garantire azioni integrate di reale efficacia in caso di crisi aziendali. A tutela dei lavoratori, oltre un fondo di garanzia quale strumento per l’anticipazione sociale della Cassa Integrazione Guadagni, intendiamo puntare sulle reti per il lavoro e la presa in carico anticipata dei lavoratori coinvolti in processi di crisi; i lavoratori potenzialmente in esubero, a rischio di disoccupazione, devono essere presi in carico dai servizi per il lavoro per una riqualificazione e ricollocazione.

 

 

In un quadro complessivo che documenta, in Lombardia, la ripresa della produzione industriale, restano sul territorio alcuni segni evidenti dei danni che la crisi ha generato al tessuto produttivo e sociale della Lombardia.

Alcuni territori, alcuni settori ed alcune specifiche aziende manifestano oggi ancora segni di sofferenza: Regione Lombardia è chiamata ad intervenire in queste situazioni con strumenti che consentano di salvaguardare il patrimonio industriale, le competenze professionali presenti e i livelli occupazionali. Attraverso piani territoriali anticrisi (previsti dalla normativa regionale), sui quali far convergere fondi comunitari, fondi nazionali e risorse regionali, sostenendo una stretta sinergia tra Regione, Ministeri competenti e Amministrazioni del territorio affinché si possano ottenere i migliori risultati possibili.

Un pieno sostegno ai settori in crescita e alle eccellenze imprenditoriali regionali aiuterà il territorio lombardo a vivere il cambiamento che sempre più velocemente caratterizza il contesto economico mondiale come una nuova grande opportunità per lo sviluppo di tutta la Lombardia.

 

La Lombardia ha visto diminuire negli ultimi 5 anni il suo tasso di disoccupazione, tornato ai livelli precrisi. Tra le Regioni Motore d’Europa ora è seconda solo al Baden-Wurttemberg, con un tasso del 7,4%. Ma il dato più importante è il trend di crescita costante dell’occupazione in Lombardia, che è passato dal 69,3% del 2013, al 69,5% del 2014, fino al 69,8% del 2015 e il 71,1% del 2016. La Lombardia dà valore anche al lavoro femminile, con i tassi di occupazione femminile più alti della Penisola, anche questi in crescita: rispetto al dato nazionale, Regione Lombardia può vantare un alto tasso di occupazione femminile (dati Istat – 2016): nella fascia d’età 15-64 anni la Lombardia si attesta al 58,10%, rispetto alla media nazionale del 48,10%. Il dato significativo è che cresce il lavoro di qualità, infatti la metà delle manager donne italiane lavora in Lombardia: secondo un’indagine di Manageritalia, nelle imprese lombarde lavorano il 46,7% delle donne manager italiane.

 

Tra i fattori che spingono al rialzo il tasso di occupazione in Lombardia vi è un sistema di politiche attive del lavoro all’avanguardia e di consolidato successo, che intendiamo potenziare, affermando la peculiarità di un modello che ha saputo creare una competizione virtuosa tra operatori privati e centri per l’impiego pubblici, che non svolgono attività meramente burocratiche, ma erogano servizi di qualità.

 

Dote Unica Lavoro è un primo passo verso una nuova mobilità dei lavoratori, che offra garanzie a entrambe le parti: ai lavoratori permetta di trovare velocemente un lavoro adatto a formazione e competenze acquisite e alle imprese di disporre di un capitale umano qualificato e adatto alle proprie esigenze.

 

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PIU’INNOVAZIONE, PIU’COMPETITIVITÀ, PIU’ FUTURO ALLE IMPRESE

Nella prossima legislatura vogliamo continuare a investire, con lungimiranza e senso di responsabilità, su capitale umano e innovazione, e insieme programmare una politica industriale a servizio delle imprese, che trovano in Lombardia un contesto idoneo per affrontare le sfide dell’industria più evoluta. Questo significa investire sulla qualità, riconoscere i propri punti di forza e saper scommettere davvero sul futuro.

Continueremo quindi a sostenere il rinnovamento delle nostre imprese incentivando con bandi appositi l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e di dotazioni tecnologiche, soprattutto nelle MPMI e PMI.

 

Ci impegneremo a sostenere e promuovere tutte le espressioni imprenditoriali del nostro ricco e vivace territorio: la piccola impresa e gli artigiani, a cui servono apposite misure di sostegno all’internazionalizzazione e all’innovazione; l’impresa commerciale, che necessità di risorse per l’innovazione e per l’aggregazione territoriale e di filiera; le imprese turistiche, per le quali serve continuare a mettere in campo misure di riqualificazione delle strutture ricettive e di promozione.

Nella prossima legislatura intendiamo valorizzare il capitale umano puntando innanzitutto sulla qualità e flessibilità del lavoro.

Inoltre vogliamo migliorare la capacità di brevettazione delle imprese lombarde, perché siano più forti e competitive sui mercati internazionali, favorendo reti e collaborazioni con centri di ricerca e università attraverso strumenti già consolidati, come gli Accordi per la Competitività e gli Accordi per la Ricerca e l’Innovazione.

 

Imprese al passo con i tempi richiedono un capitale umano qualificato, dotato di intuizione, capacità di problem solving e flessibilità di pensiero e azione. Tali qualità si sviluppano a scuola, ma anche sul posto di lavoro, in un clima aperto alle novità, curioso e altrettanto flessibile.

Continueremo a difendere il valore delle culture d’impresa che ha fatto grande il nostro territorio nel mondo, anche favorendo la continuità d’impresa, il passaggio generazionale e la competitività attraverso la ricerca e l’innovazione, sperimentando nuovi percorsi formativi.

 

ZERO BUROCRAZIA, PIU’ ACCESSO AL CREDITO

“Burocrazia zero” non vuole essere solo uno slogan ma uno dei primi risultati raggiunti dalla prossima legislatura, con l’unico obiettivo di facilitare l’attività delle imprese lombarde, soprattutto micro e piccole medie imprese. Innanzitutto, vogliamo sostenere le imprese, con misure efficaci a favore di un più semplice accesso al credito, con il rafforzamento del sistema delle garanzie e con il contrasto all’odioso fenomeno dell’usura. Inoltre, metteremo in campo misure a favore della semplificazione degli adempimenti inerenti il ciclo di vita delle imprese, valorizzando l’impiego della tecnologia block-chain, e per favorire la diffusione di modelli organizzativi aziendali moderni, anche attraverso uno sportello per la gestione intelligente d’impresa, che faciliti l’accesso alle risorse messe a disposizione dai bandi regionali e porti al consolidamento dell’attività e alla sua crescita anche in mercati internazionali.

 

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INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE: SCELTA NECESSARIA

Il nostro impegno sarà quindi quello di sostenere le imprese lombarde nel loro percorso di internazionalizzazione e apertura a nuovi mercati, sia in termini di know how che di risorse, rafforzando il sistema di garanzie per i rischi finanziari e commerciali associati ai processi di internazionalizzazione.

Vogliamo anche promuovere l’eccellenza del “made in Lombardy” sui mercati internazionali, favorendo l’aggregazione tra imprese e supportando azioni finalizzate a un maggiore consolidamento e radicamento nei mercati esteri delle iniziative imprenditoriali lombarde, anche con l’organizzazione di missioni istituzionali a servizio delle nostre imprese.

Le imprese lombarde sono prime in Italia per export, con un trend in crescita (+7,3%) in Europa secondo solo alla Catalogna. Dunque, export e internazionalizzazione delle imprese sono un asset strategico per il futuro della nostra economia regionale.

 

FARE RETE PER COMPETERE

Nei prossimi 5 anni punteremo innanzitutto sulla crescita dei 9Cluster tecnologici lombardi e sosterremo il riconoscimento di nuovi; punteremo allo sviluppo di filiere eccellentiin sinergia anche con le università e i centri di ricerca presenti sul territorio; incentiveremo nuovi insediamenti produttivi in aree industriali abbandonate, favorendo anche il recupero, la riqualificazione, la messa in sicurezza e la valorizzazione di edifici esistenti, soprattutto se di interesse storico.

Inoltre, valorizzeremo il sistema fieristico come fattore di attrattività nel quadro di una strategia di marketing territoriale.

La valorizzazione del nostro tessuto produttivo vivace e d’eccellenza non può non partire dalle persone, dalle realtà e dai luoghi che ne costituiscono la linfa vitale. La storia industriale del nostro territorio, infatti, è costituita di distretti industriali e filiere ben oliate che hanno fatto della Lombardia una terra ricca di specialità e know how da proteggere e valorizzare.

 

ECONOMIA SOSTENIBILE PER LA VITA

Da subito intendiamo puntare, attraverso forti incentivazioni, sull'efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili, su una programmazione della rete dei carburanti per autotrazione e sviluppo di politiche mirate ad equilibrare e mitigare l’uso di mezzi su gomma e su rotaia, sull’ammodernamento del parco mezzi di trasporto aziendale.

Come prima forza manifatturiera d’Italia, la Lombardia ha tutte le capacità, le risorse e l’interesse a investire per favorire la transizione verso un sistema produttivo a basse emissioni, aiutando le imprese a cogliere le opportunità di sviluppo offerte dalla green economy (già settore d’eccellenza in Lombardia).

 

Con oltre 800mila imprese e un PIL che vale oltre un quinto di quello nazionale, la Lombardia è uno dei Quattro Motori d’Europa. Una posizione che si consolida sempre di più: secondo l’ultimo rapporto di Banca d’Italia, l’economia lombarda cresce su tutti i fronti: +1,3% della produzione industriale;+1,2% di accesso al credito per le imprese;+73% delle attività di venture capital e private equity, per un valore complessivo di 5,6 miliardi di euro (quasi i tre quarti del totale nazionale), con un’incidenza sul PIL dell’1,5% (contro il dato nazionale fermo allo 0,5%); + 0,4% del settore terziario.Oltre il 50% delle imprese lombarde hanno investito in tecnologie digitali avanzate per introdurre forme di automazione e interconnessione dei processi produttivi, la cosiddetta Industria 4.0.

 

Questi dati ci dicono di un tessuto produttivo in ottima salute e in forte espansione, attrattivo a livello internazionale e capace di rispondere al cambiamento grazie alla sua capacità innata di innovare e di prevedere (e non di subire) le tendenze in atto, anche in un periodo di stagnazione economica a livello mondiale.

Questo è stato possibile anche grazie alla capacità di muoversi come sistema, secondo una dinamica di dialogo e di confronto. Il metodo di lavoro del partenariato ha visto il pieno e reale coinvolgimento dei corpi intermedi lombardi (Associazioni di categoria, sistema camerale) e il confronto tra istituzioni, associazioni imprenditoriali e parti sociali è ancora più necessario per attuare riforme profonde, che hanno bisogno del più ampio sostegno e di un consenso sociale diffuso.

In questi anni abbiamo lavorato per fare della Lombardia un “ecosistema favorevole alle imprese”, investendo sulle imprese e sulle persone, scommettendo sulle loro capacità, creando strumenti di rilancio per accrescere le competenze e incentivare l’innovazione.

 

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COMMERCIO: GARANZIA DELLA VITALITA’ DEI NOSTRI CENTRI STORICI

Nella prossima legislatura ci impegniamo a rilanciare questo settore, sostenendo i processi di innovazione e digitalizzazione delle micro piccole e medie imprese commerciali; ampliando la misura “0” Irap, che prevede l’azzeramento dell’Irap per tre anni per i nuovi esercizi commerciali e artigianali nei centri storici dei Comuni capoluogo e di quelli con una popolazione superiore ai 50 mila abitanti; sostenendo ilcommercio storico, di vicinato e di prossimità sociale, i mercati storici e cittadini e i Distretti del Commercio, in sinergia con altri importanti settori, come quello culturale e turistico.

 

Il commercio, settore da sempre vitale per l’economia della Lombardia, negli ultimi anni ha dovuto affrontare la sfida della globalizzazione e la concorrenza (spesso sleale) proveniente dall’estero. Eppure, si tratta di un settore strategico per conservare la vitalità, l’attrattività e la sicurezza dei nostri centri storici e urbani e per garantire la difesa dei diritti dei consumatori (pensiamo a fenomeni come la contraffazione, che non solo danneggiano l’economia, ma mettono a repentaglio la salute di tutti).

 

ARTIGIANATO: DALLA TRADIZIONE DEL “SAPER FARE” UNO SLANCIO PER IL FUTURO

Ci impegneremo per favorire la contaminazione tra digitalizzazione e processi produttivi tradizionali; valorizzare le filiere di eccellenza territoriali come fattori di sviluppo che integrano produzione, servizi e tecnologia; facilitare l’accesso al credito, gli investimenti in innovazione di processo e di prodotto; sostenere la manifattura diffusa valorizzando i nuovi luoghi di lavoro e socializzazione, che contribuiscono anche a rilanciare aree dismesse o immobili sottoutilizzati (Fab Lab, Hub dell’innovazione ecc).

 

Anche grazie al coinvolgimento delle Associazioni continueremo a sostenere il settore dell’artigianato, che riveste un ruolo fondamentale sul piano socio-culturale ed economico, anche come possibile sbocco lavorativo delle nuove generazioni.

 

Le imprese artigiane attive in Lombardia sono oltre 250.000 e fanno registrare una costante accelerazione della produzione e del fatturato, con un saldo positivo costante (+0,3) in occupazione.

 

IMPRESA SOCIALE

Il punto di partenza dell’azione regionale in questo settore è la Legge 36 del 2015 che è il frutto del lavoro comune della Regione con il mondo cooperativo e che merita la sua completa attuazione valorizzando le cooperative costituite tra lavoratori (workersbuy out), le cooperative di comunità e la Dote Lavoro con riferimento all’inclusione dei lavoratori svantaggiati.

 

La Lombardia è tuttora la Regione italiana con il maggior numero di imprese sociali e cooperativecon addetti impegnati in settori strategici come quello dei servizi, della produzione, dell’edilizia, dell’agricoltura, del tempo libero o della finanza.

Questo primato è la conferma della forza e della centralità del mondo della cooperazione nell’economia lombarda. Il mondo cooperativo si è qualificato come un importante supporto all’economia locale, non limitando i propri servizi ai soli soci, ma progressivamente allargandoli al pubblico, costituendo parte integrante e determinante del protagonismo della società civile, per la costruzione di un più equilibrato e giusto assetto economico e sociale. Il mondo cooperativo rappresenta un esempio virtuoso di come sviluppo economico e solidarietà possono crescere insieme a beneficio di tutti.

 

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CREATIVITÀ, VALORE AGGIUNTO DELLA LOMBARDIA

La creatività è il vero valore aggiunto e motore dell’innovazione in Lombardia, in tutti i settori. Per questo vogliamo sostenere la competitività dei settori ad alto coefficiente di creatività (moda, design, tessile, information technologye comunicazione, etc.) puntando sulle eccellenze del made in Italy, con incentivi dedicati a business creativi.

 

La conquista di una maggiore autonomia nel coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, prevista dalla Costituzione, potrebbe portare grandi vantaggi al mondo delle imprese, come per esempio l’azzeramento dell’IRAP, il rafforzamento delle ZES.

 

Inoltre, Regione Lombardia potrebbe acquisire più competenze e dunque più possibilità di movimento e azione per il sostegno al commercio con l’estero. Per non parlare dei grandi vantaggi che avranno le imprese dalla gestione regionalizzata delle infrastrutture (strade, aeroporti e porti).

 

 

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