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Fontana Presidente - Al lavoro! Più Lombardia.

LOMBARDIA - Più genuina e sana

UN PATRIMONIO DA TUTELARE E PROMUOVERE

Riteniamo indispensabile la creazione di un Assessorato che non sia più soltanto legato al mondo agricolo ma anche a tutto ciò che ruota intorno all’alimentazione, per giungere all’elaborazione di politiche davvero integrate e capaci di tutelare sia i produttori sia i consumatori.

Occorre comprendere l’importanza dell’intera filiera, “dalla terra alla tavola”.

 

Non dimentichiamo la tutela della redditività d’impresa tramite erogazione dei premi PAC, le agevolazioni per l’accesso al credito, lo sviluppo dei sistemi assicurativi, i servizi di sostituzione e sostegno agli investimenti aziendali.

 

Il cibo non si spreca: vogliamo introdurre premialità per gli operatori del settore alimentare - inclusi quelli della ristorazione sanitaria, scolastica e assistenziale e per tutti gli operatori pubblici e privati della filiera agroalimentare - che donano alimenti o cedono gratuitamente eccedenze alimentari, oppure che operano con il fine della riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera.

 

Promuoveremo – nell’ambito della settimana della cucina italiana del mondo promossa dal Ministero degli Esteri – la Giornata della Cucina Lombarda nel Mondo, allo scopo di incrementare la visibilità degli chef lombardi e la conoscibilità del mondo culinario del territorio.

 

Continueremo a impegnarci nella lotta alla contraffazione alimentare, dannosa per l’economia e la salute. Non possiamo infatti più accettare che i produttori lombardi subiscano ogni anno danni miliardari e siano penalizzati dalla concorrenza sleale dei prodotti che di italiano hanno ben poco oltre un nome scimmiottato (“italiansounding”).

La ricchezza e la tipicità dei prodotti lombardi deve essere tutelata e promossa.

 

L'agropirateria alimentare, secondo l'ultimo rapporto nazionale di Coldiretti, a causa degli accordi di libero scambio siglati dall'Unione Europea con il Canada, il Giappone e i Paesi sudamericani, genera un traffico di oltre 60 miliardi di euro con prodotti alimentari di finto “Made in Italy” e la Lombardia, la regione con l'export più importante, subisce questo danno in maniera superiore alle altre Regioni italiane.

La Lombardia ha un patrimonio costituito da 250 eccellenze agroalimentari tradizionali, 34 DOP e IGP (il 13% dei prodotti a marchio d’origine italiani), 42 vini a denominazione tra DOCG, DOC e IGT. Siamo la seconda regione italiana per valore economico generato dalle filiere produttive di qualità, con un giro d’affari di oltre 1,2 miliardi di euro per il Food.

Quello agroalimentare è un comparto strategico, chiamato a confrontarsi con importanti sfide globali e locali: da un lato la pressione competitiva delle nuove economie e dalla crescente domanda mondiale di alimenti di qualità, dall’altra la diminuzione delle aziende e la perdita di terreno agricolo.

Proseguiremo nell’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-20 per reperire più risorse a favore delle aziende agricole lombarde.

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PER UNA IMPRENDITORIALITA’ INNOVATIVA E GIOVANE

Occorre sostenere l’imprenditorialità innovativa, giovane, capace di concepire e sviluppare progettualità di qualità e di alto livello che sappiano incrementare l’export agroalimentare lombardo e cercare nuovi sbocchi di mercato.

 

Molte aziende agricole, in questi anni, hanno chiuso, ma le imprese che, di contro, hanno resistito sono diventate più grandi; è emerso un nuovo concetto di agricoltura e di allevamento, non più solo produttori di beni, ma anche di servizi; è aumentata la qualità.

Il lavoro legato alla terra e all’allevamento degli animali non passa mai di moda, anzi: è destinato a crescere. Gli studi di settore ci dicono infatti che l’agroalimentare piace ai giovani lombardi: in sei anni questo ambito è cresciuto, complessivamente, del 38%, passando da 16mila ettari coltivati del 2010 a oltre 22mila del 2016.

 

VALORIZZAZIONE DELL’AGRICOLTURA DI MONTAGNA

L’agricoltura deve essere parte integrante anche del percorso di promozione e rivitalizzazione dei territori montani.

 

Attraverso bandi e misure di investimento funzionali alle specificità territoriali, bisogna realizzare un modello di agricoltura che parta dall’imprenditorialità locale e che generi ricchezza senza attivare processi di consumo del territorio e standardizzazione dei prodotti.

 

Vogliamo promuovere la sicurezza e lo sviluppo delle produzioni agricole, agroalimentari e forestali di qualità e biologiche e vogliamo sostenere la filiera bosco – legno, tutelando il patrimonio forestale demaniale.

 

Il modello che si intende realizzare guarda a un’Agricoltura Sostenibile che parta dall’imprenditorialità locale e che generi ricchezza senza attivare processi di consumo del territorio e standardizzazione dei prodotti.

 

Nel duro confronto conun’economia che porta alla delocalizzazione delle produzioni e al “dumping” ambientale, sanitario e sociale, occorre pensare al territorio come protagonista, attraverso politiche di ascolto delle aziende e dei tecnici del territorio in tutti i settori, da quello viticolo a quello frutticolo, dal settore zootecnico a quello forestale.

 

REVISIONE DIRETTIVA NITRATI E ZONE VULNERABILI

Un’attenzione particolare sarà dedicata al tema dei fanghi in agricoltura, pensando a regolamentazioni regionali che impediscano di riversare sui campi lombardi tonnellate di materiale di dubbia sostenibilità ambientale.

Questa questione non può gravare solo sul comparto agricolo – zootecnico: servono infatti percorsi di revisione delle disposizioni vigenti alla luce delle maggiori conoscenze e informazioni scientifiche acquisite in questi anni. Sul versante agricolo, quindi, bisogna migliorare le condizioni di impiego degli effluenti di allevamento per favorirne l’utilizzo, depotenziando la concorrenza della distribuzione dei fanghi e compiendo un’azione forte nei confronti del Ministero dell’Ambiente per ridiscutere i principi di attuazione della stessa direttiva nitrati.

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LA SELEZIONE E IL CONTENIMENTO DEGLI ANIMALI SELVATICI

Vogliamo valorizzare il ruolo dei cacciatori come agenti della selezione e del contenimento delle razze selvatiche, con particolare riferimento ai cinghiali, che – come le nutrie - oggi in molti casi provocano situazioni di emergenza per i danni che causano all'agricoltura, alla viabilità, alla sicurezza.

 

In questa logica vogliamo facilitare il rapporto tra la Regione e i cacciatori (per esempio ripristinando la consegna a domicilio del tesserino venatorio).

 

Proporremo inoltre di istituire un Osservatorio della Caccia, un tavolo permanente con le associazioni venatorie maggiormente rappresentative in Lombardia, con le quali condividere la gestione della materia, anche in riferimento alle questioni più complesse, come le deroghe.

 

CON L’AUTONOMIA FAREMO DI PIU’

Vogliamo inoltre più autonomia su alcune materie già di competenza regionale, quali la prevenzione, l’igiene, la tutela della salute, il riconoscimento dei requisiti per l’esercizio delle attività agricole e zootecniche e altre forme di vigilanza e controlli.

 

Infine chiederemo piena potestà di prevedere e applicare uniformemente sul territorio lombardo regole certe in tema di tutela dell’ecosistema, inclusa la disciplina della gestione faunistico – venatoria al principale fine di limitare i danni all'agricoltura, garantendo al contempo l’equilibrio della catena alimentare.

 

 

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