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Fontana Presidente - Al lavoro! Più Lombardia.

LOMBARDIA - Più dignitosa

Alla riforma sanitaria e sociosanitaria deve inoltre seguire, integrandosi con essa, una profonda e organica revisione della legge regionale dell’area sociale (n. 3 del 2008) riguardante il governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona, e lo sviluppo della cosiddetta “cartella sociale”, anche nell’ottica di rendere più facile per i cittadini l’accesso ai servizi.

 

PIU’ SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

Nell’ambito della conciliazione vita-lavoro, oltre all’estensione sempre maggiore della misura “nidi gratis”, vogliamo creare un’alleanza sempre più solida con le aziende per far conoscere e promuovere i benefici del welfare aziendale.

 

Ciò rappresenterà un ulteriore passo verso la proficua collaborazione pubblico-privato già sperimentata nella nostra regione, in particolare mirando a incentivare la costruzioni reti di welfareinsieme a piccole e medie imprese, comuni e terzo settore, in modo da fare massa critica di risorse, generare sinergie e nuove opportunità occupazionale nell’ambito di servizi che soddisfino le esigenze personali e familiari dei lavoratori e contribuiscano a migliorare la produttività delle aziende.

 

Sicuramente un altro sostegno concreto andrà dato ai genitori separati o divorziati che, sempre più spesso, si trovano in gravissime difficoltà economiche e in emergenza abitativa, offrendo, dove possibile e se desiderati, anche dei programmi di mediazione familiare.

 

L’attesa di un figlio - sia che arrivi in famiglia direttamente o sia adottato - è certo un momento di grande gioia ma anche – spesso – fattore di inquietudine e timori.

Sicuramente una delle paure più grandi è quella di non riuscire a garantire una adeguata cura dei propri figli, soprattutto dagli 0 ai 3 anni, forse la fase più delicata e, paradossalmente, con meno garanzie per le famiglie in generale e per le madri in particolare.

In Lombardia la percentuale di bambini da 0 a 3 anni che hanno usufruito dei servizi di cura per l’infanzia è superiore alla media italiana e del Nord-Ovest. Il posizionamento della Lombardia rispetto al resto del Paese è motivato dai redditi delle famiglie più elevati e dalla maggiore inclusione delle donne nel mondo del lavoro. Regione Lombardia, nella passata Legislatura, ha garantito la misura “Nidi gratis” a 15mila famiglie con una spesa di 32 milioni all’anno. Il nostro obiettivo è ampliare gradualmente la platea dei beneficiari, anche per consentire alle madri di reinserirsi più facilmente nel mondo del lavoro.

Il nostro sostegno andrà soprattutto a quei genitori lavoratori che, ogni giorno, a costo di grandi sacrifici ed equilibrismi, riescono a conciliare gli impegni familiari e quelli lavorativi.

Dovremo continuare nel quadro delle attività già messe in campo da Regione Lombardia per la conciliazione vita-lavoro, per il welfare aziendale e per la sperimentazione di nuove forme di sostegno alla genitorialità (come i voucher per l'acquisto di servizi di baby sitting oppure i contributi utili a pagare i servizi per l'infanzia pubblici o dei servizi privati accreditati).

 

Vogliamo continuare con la positiva esperienza del “Reddito di Autonomia”, esempio di politiche integrate - complementari alle iniziative programmate dallo Stato - per riconoscere ai soggetti in temporanea condizione di difficoltà opportunità di accesso a prestazioni in ambito sanitario, sociale, abitativo e di ricerca attiva del lavoro.

Fare politiche per la famiglia non significa solo rispondere a una serie di singoli bisogni o dare assistenza, ma, prima di tutto, sostenere dei “progetti di vita”. Con una precisa progettualità e politiche integrate potremo garantire - soprattutto alle famiglie “giovani”, alle monogenitoriali, a quelle con reali difficoltà economiche o che si trovano a fronteggiare la malattia – una vita dignitosa e autonoma.

 

La Lombardia è stata la prima regione in Italia ad adottare il “Fattore famiglia”, uno strumento innovativo ed integrativo – nel rispetto della normativa statale - che considera maggiormente i carichi familiari e consente di avere un quadro più dettagliato della posizione economica delle famiglie, con l’obiettivo di erogare i servizi sulla base di reali peculiarità. Il Fattore famiglia prevede importanti elementi di priorità che vanno dalla presenza di un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, alla presenza di figli, la presenza di disabili in famiglia, di donne in stato di gravidanza e di anziani a carico, garantendo un sostegno concreto dal punto di vista socio-economico alle situazioni di vulnerabilità, ridefinendo meglio la compartecipazione alla spesa per l’accesso ai servizi (casa, trasporti, scuola, sanità), il calcolo di tributi e tariffe e l’assegnazione di voucher e doti.

 

La famiglia non è solo un soggetto passivo da assistere ma anche una risorsa sociale capace di generare vita, solidarietà e senso civico, da sostenere per lo sviluppo delle sue capacità di autotutela e promozione e nel difficile compito di armonizzazione dei tempi di vita e lavoro.

A ciò deve accompagnarsi un aggiornamento della l.r. 23/99, pioniera nella valorizzazione dell’associazionismo familiare nell’ambito di politiche pubbliche, per sostenere la costruzione dal basso di progetti di mutuo-aiuto con le famiglie e le loro realtà aggregative, promuovendo un modello di welfare sussidiario attraverso l’attivazione di una collaborazione più stretta con il privato sociale.

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GLI ITALIANI SEMPRE PIU’ LONGEVI

Presteremo una forte attenzione agli anziani soli, privi di un contesto famigliare, sviluppando e promuovendo sempre più interventi di “prossimità” e di vicinato solidale che rompano la solitudine e sostengano l’inclusione sociale prevenendo i danni sia psicologici che fisici che spesso la solitudine determina.

 

Nelle residenze che accolgono i nostri anziani e disabili, oltre alla implementazione delle politiche di videosorveglianza, vogliamo realizzare percorsi che coinvolgano e responsabilizzino i gestori nel monitorare e intervenire nel caso di comportamenti problematici dei loro collaboratori.

 

Proseguiremo con le azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno delle truffe agli anziani, come previsto dalla ns. Legge Regionale 3 maggio 2011, n.9 “interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità”.

 

In Lombardia, come nel resto dell’Italia, negli ultimi dieci anni è aumentata la quota della popolazione anziana (over 65) che, a gennaio 2016, rappresentava il 21,9 per cento dei cittadini della regione. I lombardi, inoltre, sono i più longevi d’Europa con un’aspettativa di vita di 83,2 anni, contro una media nel Vecchio Continente di 81,1 anni. Ciò comporta una grande sfida per il sistema di welfare: occorre far fronte all’aumentata domanda di servizi sanitari, fortemente legata all’invecchiamento della popolazione e che comporta un aumento di costi nella sanità. Occorre garantire quindi un welfare che riesca a proteggere tutte le generazioni dall’incertezza.

 

 

UN AIUTO PER CHI HA BISOGNO DI UNA BADANTE

Oltre all’adeguamento della rete dei servizi e dei progetti che svolgono un ruolo fondamentale di sostegno e tutela, è importantissimo garantire un supporto diretto agli anziani al loro domicilio e alle famiglie che li assistono.

 

In questa prospettiva proporremo l’introduzione di un contributo integrativo per sostenere il costo di un assistente familiare, con regolare contratto, dedicato all’assistenza e alla cura della persona fragile ultrasessantacinquenne, con la possibilità di una sua estensione a persone in condizioni di non autosufficienza temporanea o parziale.

Questa misura si inserisce nel percorso già avviato da Regione Lombardia con la legge regionale. 15/2015 “Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari”.

 

In Lombardia il 22% della popolazione è rappresentata da anziani con più di 65 anni. Il crescente aumento della popolazione anziana si accompagna all’incremento di patologie in condizioni di fragilità croniche e degenerative e quindi al progressivo aumento delle persone e di non autosufficienza parziale o totale.

 

 

FONDO UNICO DISABILITA’ - MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA

Occorre accorpare e amministrare le risorse dedicate alla disabilità e alla non autosufficienza con una logica di “progetto di vita”.

 

Occorrerà individuare delle misure integrative al Fondo Nazionale Non Autosufficienze (FNA) al fine di migliorare la qualità della vita dei disabili “gravissimi”.

 

In Regione Lombardia il sostegno alle persone con disabilità (o non autosufficienti) ha subito, nel corso degli anni, un’evoluzione caratterizzata da una maggiore attenzione alla famiglia e al contesto sociale in cui la persona è inserita.

 

Particolare attenzione sarà dedicata ai piccoli con disabilità: intendiamo destinare risorse per la realizzazione di parchi giochi inclusivi: il gioco è un diritto per tutti i bimbi.

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ASSOCIAZIONISMO E VOLONTARIATO: UN PRIMATO TUTTO LOMBARDO

Valorizzeremo e sostenerremo questa preziosa risorsa, senza la quale molte delle attività educative e assistenziali non potrebbero esistere.

 

Inoltre continueremo a promuovere la leva civica volontaria regionale, un'esperienza di cittadinanza attiva per la formazione di donne e uomini consapevoli, partecipi, responsabili, solidali.

 

I lombardi sono al primo posto in Italia per disponibilità ad aiutare gli altri. Il 14% dei cittadini residenti in regione (uno su sette), nel 2016, si è dedicato ad attività gratuite di volontariato, a fronte di una media nazionale dell’11%. Nella nostra regione sono più di 7.000 le Associazioni e le Organizzazioni di volontariato che operano nel settore assistenziale, culturale, educativo e sociale.

 

CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Investiremo in azioni strutturate e integrate volte al contrasto del fenomeno della violenza e dello stalking contro le donne, favorendo il riconoscimento e il potenziamento delle Reti territoriali antiviolenza già attive e operanti sul territorio e favorendo la costituzione di nuove reti territoriali interistituzionali. Favoriremo programmi nelle scuole di sensibilizzazione e prevenzione al fenomeno della violenza di genere.

 

CONTRASTO ALLA LUDOPATIA

Negli ultimi anni, dopo l’approvazione di una specifica legge regionale, la Lombardia ha messo in campo numerose iniziative per prevenire e contrastare il gioco d'azzardo patologico. Sono diversi i fronti su cui dobbiamo intervenire: la sensibilizzazione dei giovani sui pericoli derivanti da un non consapevole approccio al gioco; i corsi di aggiornamento per gli esercenti; il sostegno a chi ha sviluppato forme di dipendenza, attraverso una specifica assistenza sociale, psicologica e sanitaria.

In tema di contrasto al gioco d’azzardo patologico chiediamo allo Stato la competenza esclusiva sulla determinazione delle distanze dei punti gioco dai luoghi sensibili.

 

LOTTA AI DISTURBI ALIMENTARI

I disturbi alimentari sono patologie trasversali gravi e invalidanti che colpiscono in Lombardia almeno 600.000-800.000 persone in una fascia di età che si estende dai 10 a 45 anni. Tali disturbi, che colpiscono popolazioni fragili come gli adolescenti, se mal curati causano cronicità importanti. L’anoressia negli adolescenti è la seconda causa di morte dopo i suicidi e/o traumi. Tutto ciò dovrebbe meritare la giusta attenzione garantendo una pianificazione che sancisca percorsi di cura certi, immediati ed efficaci, grazie ai diversi centri di eccellenza presenti sul nostro territorio.

 

ANIMALI DI AFFEZIONE

Occorre istituire un servizio sanitario veterinario regionale che, con la compartecipazione del cittadino, faciliti le cure dedicate agli animali.

Vogliamo promuovere la protezione e la tutela degli animali di affezione, condannando ogni tipo di maltrattamento e l’abbandono.

Continueremo a implementare le banche dati di Regione Lombardia con le informazioni relative ai nostri animali da compagnia e alle strutture, quali canili rifugio, sanitari e allevamenti, che operano sul territorio lombardo.

Infine, alla luce del comprovato e straordinario valore terapeutico degli animali d’affezione, porteremo avanti le iniziative volte a permetterne l’accesso -controllato e in particolare per i casi di lungodegenza e malati terminali - alle strutture sanitarie e sociosanitarie lombarde, siano esse pubbliche o private accreditate.

 

Sono centinaia di migliaia i lombardi che hanno in casa un amico animale: intendiamo porre la dovuta attenzione a quelli che per molti sono compagni di vita.

 

 

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