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Fontana Presidente - Al lavoro! Più Lombardia.

Attilio Fontana - La mia proposta

Vedo la Lombardia come la regista delle politiche che interesseranno il nostro territorio negli anni a venire. Sono convinto che occorra una “visione”, e con essa una capacità programmatoria e di indirizzo che non solo sia in grado di gestire lo status quo, ma soprattutto consenta di prevedere, immaginare, sostenere gli sviluppi futuri.

 


 

Immagino una Lombardia proiettata al futuro, il potente motore per tutto il Paese e per l’Europa, ma anche legata alla tradizione della nostra terra, forte della sua identità, capace di coniugare solidarietà e competizione.Le sfide che ci attendono sono entusiasmanti, dobbiamo liberare risorse per proiettarci nel futuro, superare l’omologazione dei territori e favorire le autonomie, capaci di trainare lo sviluppo e la competitività.

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Il 22 ottobre 2017 i lombardi hanno legittimato gli organi di governo regionale ad attivare la previsione costituzionale che consente alla Lombardia di ottenere uno speciale regime politico e amministrativo e un adeguato trasferimento di risorse, senza dimenticare di appartenere a uno Stato: l’Autonomia.

 

Virtuosa, senza problemi di bilancio, capace di utilizzare al meglio i Fondi Europei, forte di un rating sempre migliore rispetto a quello dello Stato, la nostra Regione può a buon diritto rivendicare la possibilità di ottenere una più diretta gestione e autonomia della cosa pubblica.


Grazie alla consultazione referendaria, a partire dal mese di novembre 2017, sono stati istituiti tra la Regione e il governo centrale diversi tavoli tematici. Si è cominciato a parlare concretamente di una speciale autonomia lombarda su alcuni temi cruciali: la sanità, l'ambiente, l'istruzione, il lavoro, i rapporti internazionali e con la UE, solo per citare alcuni esempi.

La trattativa ha portato alla definizione di una prima intesa tra la Regione Lombardia e il Governo, sulle materie e sulle risorse, superando le odiose sperequazioni che hanno ripetutamente penalizzato proprio le Regioni più virtuose.

Si tratta di un risultato straordinario, di portata storica: come dimostra il fatto che molte regioni hanno subito chiesto di potere intraprendere un percorso simile. La strada tracciata è ora considerata patrimonio comune dell’intero paese.

 

Abbiamo però scritto, sino ad ora, soltanto il preambolo del fondamentale Libro dell'Autonomia.
Perché l'intesa non resti sulla carta, dobbiamo vigilare, e soprattutto lavorare con sempre maggiore impegno, con l’indispensabile collaborazione degli enti locali, a partire dai sindaci, in una logica di leale collaborazione funzionale e di sussidiarietà tra Regione, Province e Comuni. Intendo ridare centralità agli enti locali, che esprimono le potenzialità, le istanze, i bisogni dei cittadini.


L’incompiuta riforma Delrio, seguita al fallimento della proposta referendaria - targata PD - sulla modifica dell’architettura dello Stato, ha prodotto danni incommensurabili agli assetti istituzionali ridotti al collasso. Ha svuotato di risorse le Province prefigurandone l’imminente soppressione. Ma le Province ci sono, hanno competenze importanti e devono ritornare ad avere quel ruolo centrale di snodo tra la programmazione regionale e il Comune.

 

Voglio anche lavorare in stretta collaborazione con la Città Metropolitana di Milano, altra “incompiuta” delle sciagurate idee Renzi/Delrio, e valutare l’eventuale cessione di deleghe e competenze.


Immagino la Regione come livello di programmazione, regolazione e controllo, ma anche come snodo tra le politiche nazionali e quelle degli Enti locali. Voglio riportare il cittadino al centro e dare all’impresa la certezza di un rapporto paritetico con l’Amministrazione regionale.


Per fare tutto questo e quello che segue è necessario che l'Autonomia innervi ogni ambito delle politiche regionali, diventi la base imprescindibile di ogni norma, di ogni provvedimento, della nostra impostazione culturale.
Voglio che la Lombardia ottenga finalmente quello che le spetta, e che lo ottenga con i suoi consueti strumenti di lavoro: serietà, affidabilità, tenacia, ma anche coraggio e intraprendenza.


Operosità, spirito imprenditoriale, creatività, etica del lavoro: sono questi il valore fondante della Lombardia, quel valore aggiunto che ha permesso di traghettare la nostra Regione nel nuovo millennio più forte e competitiva di quanto già non fosse.


Voglio fare tutto questo per voi e con voi, cittadini lombardi.

 

Al lavoro! Più Lombardia

 

Attilio Fontana 

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